Turismo

Una passeggiata tra squali e razze

Scritto da Iosetta Santini

I tunnel alla base degli acquari non sono più una rarità già da molto tempo. La Casa del mare di Vienna compie un passo in più: qui, grazie ad un tubo in PLEXIGLAS® completamente chiuso, i visitatori possono attraversare un intero acquario marino.

Un bimbo di tre anni esulta per l’entusiasmo. Cerca ripetutamente di afferrare con le manine la rhinoptera che nuota davanti ai suoi occhi, ma finisce sempre per toccare la lastra quasi invisibile in vetro acrilico. Nel frattempo il pesce ruota il suo corpo con un elegante slancio, mostrandone la parte inferiore dell’aspetto di un volto sorridente. Anche gli adulti sono affascinati dal nuovo tunnel atlantico nella Casa del mare di Vienna: sembra di essere effettivamente nel centro del mondo subacqueo.

“Il nostro obiettivo era simulare una specie di immersione nell’Atlantico per i nostri visitatori”, spiega il direttore della Casa del mare Hans Köppen, illustrando questa nuova attrazione di Vienna. Stando alle reazioni dei nostri visitatori, è una missione riuscita. Non è soltanto il versatile regno animale ad impressionare. Del tutto unica è soprattutto la sensazione di passeggiare nell’ambiente subacqueo al centro dell’acquario marino e di provare un’esperienza tridimensionale del mondo acquatico – soffermandosi al di sotto, al di sopra e accanto a pesci, piante e alla brulla formazione rocciosa dell’Atlantico.

Un’evoluzione degli acquari di grandi dimensioni

Ciò è possibile soltanto grazie ad una costruzione senza pari. Diversamente dai tunnel tradizionali degli acquari, il tubo acrilico in vetro solido della lunghezza di dieci metri non è ancorato al suolo, bensì sospeso nella vasca mediante due punti fissi. “Questa soluzione era necessaria perché a causa della profondità della vasca, non avremmo potuto costruire un percorso senza barriere architettoniche”, spiega Köppen. Questo requisito ha tuttavia rappresentato una grande sfida per la costruzione. Infatti un tubo lungo dieci metri – riempito d’aria – sospeso circa due metri al di sotto della superficie dell’acqua in una vasca della profondità di sei metri e mezzo, tende fondamentalmente a fare una sola cosa: a spingere verso l’alto. Nel tunnel atlantico sono ben 65 tonnellate a premere verso la superficie dell’acqua. Si tratta di una sollecitazione enorme non soltanto per la costruzione di supporto, in questo caso fori fresati in una vecchia parete bunker in cemento, ma soprattutto per il materiale stesso dei tubi. Esso deve resistere all’enorme pressione, non può deformarsi e non deve assolutamente rompersi.

Per questo i costruttori hanno contrastato questa spinta ascensionale con materiale in PLEXIGLAS® dello spessore di 120 millimetri. Il vetro acrilico di marca di Evonik è estremamente robusto e rigido e con il giusto know-how può inoltre essere raccordato in modo invisibile. Dopotutto, il tubo in vetro solido doveva essere costituito da due semicilindri. “Mettere insieme piccoli pezzi in vetro acrilico è un compito del quale hanno padronanza molte aziende. Nessuno, però, aveva mai tentato di creare un sistema chiuso, orizzontale, subacqueo di tubi della lunghezza di dieci metri”, racconta Thilo Üblagger, direttore dell’azienda k-tec GmbH di Salisburgo, realizzatrice del progetto.

Un anno di realizzazione

Per tale ragione, Üblagger insieme al suo team e con la collaborazione degli esperti di vetrate speciali di Evonik, hanno testato su vari piccoli componenti tutti i processi per la costruzione dei tubi in una fase di sviluppo durata un anno. Essi hanno determinato ad esempio come rimodellare esattamente i due blocchi in PLEXIGLAS® della lunghezza di dieci metri, calcolando la temperatura ottimale di fusione dei polimeri, analizzando la larghezza necessaria dei giunti adesivi e altre condizioni. Il giorno in cui dovevano essere collegati tra loro i due semicilindri preformati, però, regnava una grande tensione. “Avevamo solo un tentativo a disposizione”, ricorda Üblagger. “Il semitubo superiore e il semitubo inferiore dovevano essere congiunti in modo assolutamente sincrono, con precisione millimetrica.” Se non ci fossero riusciti, il progetto del valore di 3 milioni di euro sarebbe fallito.

Vista senza distorsioni

Il team interdisciplinare di esperti di termoformatura, di tecnici di tenuta, di statici, di biologi marini e di tecnici dei processi aveva però lavorato perfettamente durante la pianificazione, la produzione e il montaggio – i punti di adesione dei tubi hanno potuto così essere congiunti perfettamente, senza soluzione di continuità. L’illusione di passeggiare attraverso il mondo subacqueo è perfetta. A tale scopo era importante che il materiale utilizzato per i tubi non fosse soltanto in grado di resistere alle forze estreme, bensì di convincere anche dal punto di vista ottico: “PLEXIGLAS® rende possibile una visuale senza distorsioni”, spiega Üblagger. L’aspetto degli animali sott’acqua è del tutto naturale, senza effetto verdastro e senza torbidità, con le giuste forme e proporzioni – e l’affascinante mondo subacqueo è a diretta portata di mano

 

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La sicurezza prima di tutto

Il tubo in PLEXIGLAS® ha un peso netto di 15 tonnellate. Il tubo è pertanto in grado di resistere ad una pressione fino a 70 megapascal, mentre la pressione massima a cui è esposto è di tre megapascal. In altri termini: se si caricasse il tubo con il peso di due tir a pieno carico, esso cederebbe solo di 1,5 millimetri. “Proprio con il vetro acrilico di marca di Evonik abbiamo potuto puntare sul sicuro”, spiega Thilo Üblagger, realizzatore del progetto.

 

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Iosetta Santini

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