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Le origini della cremazione

L’uso di non abbandonare i resti mortali dei propri cari senza prima averne dato degna sepoltura si tramanda già dai tempi più remoti e nei secoli a venire fu sempre più onorata e rispettata.

Ovviamente, i riti per la sepoltura dei defunti erano diversi in base alle popolazioni del mondo e si diversificarono nei vari periodi storici.

In un momento specifico della storia, circa 5000 anni fa, però, il rito della cremazione prese il posto della pratica dell’inumazione che fino ad allora era stata la metodologia di seppellimento più diffusa. Inizialmente fu praticata in Mesopotamia da Sumeri e Accadi ed era riservata solo a persone particolari e a categorie importanti. Ci sono, infatti, stati dei ritrovamenti di urne cinerarie nei pressi di alcuni templi che indicavano proprio che la cremazione fosse un rito riservato alla cerchia dei sacerdoti e ad un gruppo ristretto di nobili.

Anche nel culto della popolazione degli Ittiti, tra il 1500 e il 1000 a.C. la cremazione era riservata esclusivamente ai principiai loro principi.

Seconda teoria sulle origini della cremazione

Un’altra ricerca ho portato alla luce la possibilità che, invece, il rito inceneritorio fosse già adottato nel secondo millennio a.C. e che le popolazioni ponevano alla base delle loro credenze delle loro usanze funebri la forza purificatrice che operava così il suo potere sui defunti.

La cremazione divenne una pratica non più riservata solo a clerici e nobili intorno al XIV secolo a.C. fino all’avvento del Cristianesimo.cremazione-3-300x199.jpg

La cremazione in Italia

È una teoria diffusa che l’introduzione di riti ed usanze funerarie riguardanti la cremazione arrivino discendendo dalle alpi e quindi dall’influenza di Svizzera, Francia e Germania.

Si presuppone che, dal 2000 all’800 a.C, in Lombardia e Veneto in cui erano diffuse le palafitte, la pratica della cremazione venne adottata per scopi pratici visto che non c’erano terreni adatti per la sepoltura. Nello stesso periodo, nella zona di terremare, che oggi include Modena, Reggio, Parma e Piacenza la cremazione diventò di uso comune perché a quei tempi, il luogo, era abitato da popolazioni che vivevano in villaggi di capanne sistemate su terrazzamenti artificiali sostenuti da palizzate, c’era la necessità di difendersi dalle inondazioni e conseguentemente di difendere le proprie necropoli.

Via via che dalle Alpi si scende verso il Sud la cremazione è sempre meno utilizzata e si nota un sempre maggiore uso dell’inumazione, che finirà con l’essere il metodo prevalente nel centro-sud della penisola, mentre ci sarà una generale diffusione del rito crematorio nelle regioni del nord Italia.

Tra il 1200 e il 1000 a.C. nel Lazio si diffonde in maniera prepotente l’uso della cremazione tramite tombe inceneritorie, fosse e ossari e statuine in terracotta che rappresentavano il defunto quando era in vita.

Durante il IX e l’VIII secolo a.C. la cultura laziale si diffonderà talmente tanto fino a diventare del tutto preponderante.

Per conoscere le odierne metodologie di inumazione e Cremazione a Roma non resta che rivolgersi alle agenzie leader nel settore o consultare internet.

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