Turismo

La pizzica salentina: molto più che un ballo tipico

La pizzica salentina è manifesto d’identità, narrazione in musica, inno di dolore e di reazione e ancora tantissime altre cose.

La pizzica pizzica, meglio conosciuta come pizzica, è canto e ballo tipico del Salento, da cui prende vita uno dei festival folk più importanti d’Europa, ovvero la Notte della taranta. Al di là del marketing turistico e dell’intrattenimento che essa permette, la pizzica non si limita ad essere parte di un patrimonio culturale e tradizionale del posto bensì è un vero e proprio elemento di appartenenza, una narrazione storica che assorbe ed estetizza elementi e significati che restano ancora oggi, sottopelle, emblema di una terra magica e malinconica.

Sempre più turisti affollano case vacanze Salve, Taurisano, Pescoluse, scelgono di trascorrere nel profondo Sud del Capo di Leuca le proprie vacanze estive, optando per un contesto autentico dove il tempo sembra essersi fermato. E la pizzica è in grado di farsi portavoce al massimo grado di quelle suggestioni e caratterizzazioni territoriali che tanto piacciono ai salentini e li rendono fieri appartenenti alla propria dimensione sociale.

La pizzica: inno alla vita contadina

La pizzica nasce nelle campagne salentine, dove per secoli la gente del posto ha sostenuto un modello basato quasi interamente sulla coltivazione dei campi, assoggettati dalla logica dei latifondi e ostaggi di uno stato assente. L’uomo viveva di stenti e lavoro duro, la donna subiva le pressioni asfissianti di una società patriarcale e che vedeva la figura femminile subordinata a quella maschile. Le donne dei campi di tabacco sopprimevano le passioni, minacciate dalla disapprovazione pubblica e dallo scandalo: così, la pizzica nacque come unico mezzo di ribellione.

La tradizione vuole che le donne delle piantagioni di tabacco venissero punte da una tarantola. il morso dell’aracnide induceva la vittima in uno stato di trance e l’unico sistema di esorcizzazione consisteva nel danzare le frenetiche note della pizzica. I ritmi indiavolati fungevano da atto catartico attraverso cui la donna si liberava delle mortificazioni quotidiane e si lasciava andare alle passioni della danza, senza il rischio di essere condannata dalla riprovazione sociale.

Nel corso dei secoli, la pizzica è stata ricondotta al culto di San Paolo, in seno al processo di cristianizzazione della società seguito alla Controriforma. Ciò nonostante, la danza salentina conserva la sua essenza pagana e resta un inno alle passioni, all’istintualità e alla libertà.

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