Economia e Lavoro

Oro e banche centrali, un feeling così riporta ai tempi del Gold Standard

Dopo il boom registrato nello scorso anno, pure nel 2019 continua l'assalto all’oro da parte delle banche centrali. Hanno infatti acquistato 145,5 tonnellate di metallo prezioso nel primo trimestre, con una crescita del 68% rispetto allo stesso periodo del 2018. Si tratta dell’incremento più forte dal 2013 per questo periodo dell’anno.

La crescita della domanda di oro

oroPer cogliere meglio la portata di questa tendenza messa in luce dal rapporto Gold Demand Trends del World Gold, bisogna pensare che la domanda delle Banche centrali è stata circa 10 volte maggiore rispetto al già forte incremento di domanda complessivo del metallo prezioso, pari al 7% (contro il 68% dei soli istituti centrali). Va pure aggiunto che non era certo facile migliorarsi dopo le performance dell'anno scorso, quando il boom di acquisti segnò un record da circa cinquant’anni, ovvero da quando il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon chiuse l’era del Gold Standard.

Ma perché è ricominciata la corsa all'oro delle banche centrali? Il motivo principale è la diversificazione dal dollaro, seguito dal desiderio di disponibilità liquide e sicure. Ma pesa anche il fatto che dal 29 marzo, per decisione della BRI, l’oro in portafoglio alle banche commerciali e d’affari è diventato «Cash Equivalent», ovvero un asset equivalente al denaro contante (e cioè risk free).

Le banche centrali che guidano la corsa

Cosa interessante: le banche centrali europee, insieme a quelle asiatiche, sono state le più aggressive negli acquisti. Il vero traino è stata la Russia, con 55,3 tonnellate tra gennaio e marzo. L’oro è arrivato ad essere il 19% delle riserve della banca centrale di Mosca. La quota in dollari viceversa è crollata, riducendosi al 22%. Anche la Cina, protagonista della guerra dei dazi con gli Usa, ha accumulato altre 33 tonnellate di oro nel primo trimestre, anche per proteggersi dal crollo dello Yuan, che ha perso parecchi pip forex rispetto al biglietto verde. Poi ci sono India, ma anche paesi come Kazkhstan, Turchia ed Ecuador.

Va aggiunto che, a livello complessivo, l'altro motore degli acquisti in oro è stato quello degli investimenti. Sono infatti cresciuti i flussi verso Etf e prodotti analoghi del 49%, trainati anche dalla'aumento della quotazione del metallo giallo, salita verso i 1300 dollari l'oncia e con pattern candlestick sempre più rialzisti. Soprattutto da parte di operatori britannici, in gran parte spaventati dalla Brexit. Ma è cresciuta altresì la domanda globale di oro in gioielli, aumentata dell'1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Malgrado l'inizio del 2019 abbia visto una forte ripresa del sentiment degli investitori sia sul mercato azionario che su quello del debito, l'appetito per l'oro è rimasto solido. Soprattutto da parte delle banche centrali.