Economia e Lavoro

Oro e argento, il 2018 continua ad essere negativo e contraddittorio

A differenza di quello che molti pronosticavano, finora il 2018 non è stato affatto un anno positivo per il mercato delle materie prime preziose. Mentre il petrolio ha vissuto un bel rally che l’ha portato verso quota 70 dollari, oro e argento hanno vissuto più bassi che alti, e faticano a risalire la china.

Le strane dinamiche di oro e argento

oro-argento.jpgEppure visto il lungo periodo di tensione internazionale (leggasi la guerra dei dazi USA-Cina), ci si sarebbe aspettato un bel balzo da parte del bene rifugio per eccellenza. E invece la quotazione dell’oro sembra essere inchiodata in area 1200 dollari l’oncia. Per un po’ risale, ma poi riscende. E va avanti così da un bel po’ di tempo, tanto che pure l‘oscillatore stocastico lento ondeggia senza mai avventurarsi in ipervenduto o ipercomprato. A dispetto di molte view ottimistiche, il bilancio del metallo giallo segna un pesante -8%.

Ma il caso dell’oro non è affatto isolato. Anche l’altro metallo prezioso più gettonato, l’argento, se l’è passata male. Anzi addirittura peggio. Contraddicendo una costante statistica che vuole che se l’oro scende l’argento sale, stavolta alle brutte performance di uno sono corrisposte performance peggiori dell’altro. Il metallo grigio ha infatti perso il 18% del suo valore da inizio anno, col grafico di lungo termine che evidenzia una forchetta di Andrews (pitchforks forex) inclinata verso il basso.

Il rapporto insolitamente alto

Proprio da questo stato di cose, molti speculatori hanno tratto un indizio interessante di trading. Il rapporto di prezzo tra oro e argento è salito a quota 85, un livello che non si vedeva addirittura da 25 anni. La cosa diventa ancora più eclatante se si pensa che appena due anni fa il rapporto non superava quota 68, mentre nel 2011 era pari addirittura a 31. E se volessimo rendere il tutto ancora più sorprendente, si può aggiungere che negli ultimi 5 anni (dal 2012 al 2017), la domanda globale di argento ha nettamente superato l’offerta. In tali condizioni il prezzo avrebbe dovuto vivere un lungo rally. E invece così non è stato.

Vale la pena ricordare che se l’oro è un bene rifugio, l’argento è un materiale da produzione. Se l’economia USA tira, la domanda di argento cresce. Eppure il prezzo non decolla. Questo scenario rimane quindi tutto da decifrare, ma è chiaro che qualcosa bolle in pentola e gli investitori si chiedono cosa sia.