Economia e Lavoro

Il deficit USA mette in pericolo il predominio del dollaro a livello globale

Chi pensava che l’euro avrebbe potuto mettere in discussione il primato del dollaro come moneta internazionale è rimasto deluso. Nel corso dell’ultimo decennio, nonostante un deficit pubblico imponente, la valuta americana si è apprezzata rispetto alla maggioranza delle altre valute mondiali, mettendo in chiaro a chi spetta il ruolo di valuta leader globale.

Deficit USA e doppia forza del dollaro

In tanti forse non avevano considerato che la vera forza del biglietto verde trae origine da due aspetti. Il primo sono i rendimenti positivi offerti dai titoli di Stato americani, molto più attrattivi rispetto a quelli europei e giapponesi i cui rendimenti sono addirittura scivolati sotto lo zero. In secondo luogo, il dollaro continua ad essere la “divisa globale”, cosa che lo rende molto più richiesto durante le fasi di incertezza. Insomma, un bene rifugio (safe haven) come è ad esempio anche l’oro. Quest’ultimo aspetto ci permette di fare delle considerazioni ulteriori molto importanti. Il fatto che il dollaro sia percepito come bene rifugio dai mercati è fondamentale per gli Stati uniti, dal momento che consente di mitigare gli impatti del deficit del bilancio pubblico e della bilancia commerciale.

Entrate fiscali e spesa pubblica

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Va rimarcato che gli Stati Uniti si trovano infatti a fronteggiare un grosso problema fiscale. Le entrate sono basse rispetto al PIL, ma al tempo stesso la spesa pubblica non può essere ulteriormente ridimensionata (salute e pensioni ne assorbono più di metà, mentre la spesa per sicurezza e difesa è intoccabile per il Partito repubblicano). Questo significa che il debito federale continuerà a salire e nel tempo, finendo per superare sia quello europeo che quello (enorme) giapponese. Secondo le ultime stime, il deficit pubblico americano rischia di superare 1 trilione di dollari nel 2020.

Proprio questo aspetto può rivelarsi un boomerang, e mettere a rischio il ruolo del dollaro come bene rifugio. Mentre il debito pubblico europeo e giapponese è prevalentemente detenuto a livello domestico (grazie agli ampi risparmi privati), il debito americano è nelle mani degli investitori stranieri, che seguono una strategia swing trading sulle valute, e quindi sono meno disposti ad assumersi rischi crescenti.

A rischio il ruolo del biglietto verde

Se il deficit del bilancio pubblico non dovesse rientrare, questo finirà però per minare lo status del dollaro come bene rifugio. La Federal Reserve potrebbe considerare un taglio dei tassi per facilitare un rientro del debito, ma ciò finirebbe per penalizzare la sua valuta. Questo aspetto magari aiuta a capire come sullo sfondo della guerra commerciale con la Cina, ci siano temi ben più ampi degli squilibri commerciali. Infatti se l’euro oggi non sembra poter essere un vero concorrente per il dollaro, sui mercati otc sta invece emergendo lo yuan cinese come possibile alternativa.