Economia e Lavoro

Fintech, la rivoluzione è andata avanti nonostante il coronavirus

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La digitalizzazione in corso è un processo inesorabile, tanto da crescere con maggiore forza durante la crisi da coronavirus

Siamo nel pieno della rivoluzione provocata dalla digitalizzazione nel campo della finanza e del banking. Un processo che sta coinvolgendo molteplici ambiti, dal cashless alla cybersecurity per dirne solo un paio. Questa svolta apre a molteplici opportunità, che stanno dando impulso al fintech a livello globale, tanto da consentirgli di cresce anche in un periodo di grave crisi come quello attuale.

Fintech immune alla crisi

La rivoluzione fintech è stata praticamente immune al dramma da coronavirus, ed anzi è riuscita a cavalcarla come fosse un trend. Ciò vale in modo trasversale tra i mercati emergenti e quelli sviluppati. Una crescita trainata da fattori demografici e tecnologici, che non ha avuto pause durante la pandemia. Per questo motivo i mercati, accanto ai tradizionali investimenti nei safe haven (rifugio sicuri) come gli ETF oro in euro, hanno puntato sulle società di questo settore.

Il cashless è il futuro

Non c’è dubbio che il settore dei pagamenti online sia quello che ha avuto il maggiore impulso di recente. Il cashless sta diventando la norma, il denaro contante l’eccezione. Anche se in Europa ci si muove a due velocità (i Paesi nordici sono molto più avanti degli altri), questo processo riguarda un po’ tutti. Lì dove il contante è ancora ben radicato, come in Italia (circa l’80-90% delle transazioni), ci sono ancora più opportunità per investire in titoli fintech.

Il legame con la finanza tradizionale

Un altro tema interessante, è che la finanza tradizionale non può più fare a meno del fintech. E viceversa. I servizi forniti dalle società di quest’ultimo settore non hanno ancora al loro interno le competenze tali da concorrere con banche, assicurazioni e asset manager. Ma al tempo stesso le banche hanno ancora software degli anni Settanta e Ottanta, e non hanno le competenze adeguate per evolversi. In definitiva, devono rivolgersi alle aziende fintech. All’orizzonte intanto c’è la tecnologia distributed ledger. Il noto blockchain, che è il cuore delle valute digitali, ma in realtà è molto di più e molto altro. La finanza tradizionale grazie a questa tecnologia potrà raggiungere un gruppo di persone che in precedenza non costituivano una clientela economicamente interessante.

La cybersecurity

E che dire della cybersecurity? La rivoluzione digitale ha provocato anche l’aumento dei rischi per la sicurezza informatica, a causa dell’avvento di tipologie di criminalità più avanzate. Per questo motivo le società di cybersicurezza hanno visto impennare il loro business. Gli illeciti di questo genere provocano danni per miliardi, ed è logico quindi che la finanza tradizionale sarà necessariamente portata a investire sempre di più in questo ambito (da sempre considerato il tallone d’ Achille della digitalizzazione).

Non c’è alcun dubbio quindi che la vera battaglia del fintech sta iniziando, specie nei mercati emergenti. Nei luoghi dove fino a ieri non c’erano neppure le classiche banche, domani ci sarà direttamente l’internet banking e sapranno come fare trading sicuro sui mercati globali. Peraltro senza l’apertura di costose filiali, raggiungere milioni di persone non bancarizzate diventa molto più economico.