Economia e Lavoro

Economia argentina, che patatrac. Si avvicina il nono default degli ultimi anni

economia argentina

Lo scoppio della pandemia ha reso ancora più complicata la situazione dell’Argentina, che non può pagare i propri creditori

Un tempo era la quinta economia globale, oggi invece l’Argentina si trova in uno stato di crisi permanente. L’avvento del Covid, che con la sua forza distruttiva ha depresso l’intera economia mondiale, non ha certo migliorato la situazione.

Il declino dell’economia argentina

L’ultimo atto di questa situazione complessa s’è consumato pochi giorni fa. Il governo argentino aveva proposto ai maggiori creditori del Paese un accordo per estendere la scadenza dei titoli di Stato, visto che non poteva ripagarli data la situazione della propria economia. Offerta non accettata, è stata lasciata cadere nel vuoto. I titoli sono andati in scadenza, ma molti non verranno ripagati. Inevitabile quindi che scatti un altro default per il paese. In nono negli ultimi anni.

Il precedente doloroso per l’Italia

Molti italiani portano ancora le cicatrici di quanto accadde 20 anni fa. Avevano investito in titoli di Stato argentini, confidando di poter mettere a frutto i grandi rendimenti che offrivano. Peraltro erano denominati in dollari USD, altro fattore che attraeva. Molti però avevano subodorato il default che puntualmente avvenne. La scelta di dare fiducia all’Argentina costò carissima alla quasi totalità degli investitori. Solo in pochi – dopo una lunghissima sfilza di battaglie legali durate anni – riuscirono a portare a casa parte di quanto investito.

Crisi frutto di scelte interne

Eppure tra le due Guerre Mondiali, quella argentina era la quinta economia al mondo. Il Paese ha potuto godere del fatto che durante il conflitto non è mai stata invasa, occupata o saccheggiata. Ma ciò aggrava le colpe della politica di Buenos Aires, perché è evidente che le crisi sono frutto solo di questioni interne al Paese. Del resto se in 85 anni di storia, solo un governatore della Banca Centrale è riuscito a portare a termine il suo mandato, un motivo ci sarà. Inoltre il paese sudamericano vanta il poco invidiabile record di aver passato più tempo in recessione economica rispetto a ogni altro al mondo, ben 22 anni dal 1960 ad oggi.

La svolta politica che non dà frutti

A dicembre scorso le elezioni che hanno portato al potere Alberto Fernández, erano state salutate come una svolta. Ma le risorse finanziare limitate e l’improvviso scoppio della pandemia, hanno reso impossibile un cammino che già era complicato di suo. Intanto il cambio dollaro-peso argentino in un anno è aumentato del 60%, passando da 42 a 70, con un oscillatore Parabolic Sar che non preannuncia nulla di buono.

Senza alcun dubbio servirebbe un intervento molto più forte dello Stato nell’economia, cosa già successa molte altre volte in Argentina. Ma la conseguenza è che gli investitori internazionali ne risulteranno ancora più indisposti. A loro non piace l’eccessiva intromissione dello Stato nelle faccende di mercato. Ma con gli indicatori di momentum che ci sono adesso, per il governo argentino la cosa è inevitabile.