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Capannoni in PVC: come sono fatti

tunnel retrattile capannoni pvc

Al giorno d’oggi realizzare una qualsiasi copertura industriale è diventato molto complicato. Il lavoro odierno alterna costantemente momenti di pieno carico a periodi di stallo, al punto che prevedere una cubatura adeguata per un’opera edile risulterebbe un azzardo. I costi di realizzazione sono alti, e così anche i tempi richiesti dalla burocrazia e dalla realizzazione effettiva. E quando la struttura è finalmente pronta? Le attività potrebbero aver bisogno di una riorganizzata, una modifica o una miglioria.

Investire oggi in qualcosa di fisso e incapace di adattarsi, quindi, è un autogol per il proprio business. Per questo motivo in tanti settori si stanno diffondendo soluzioni di copertura versatili e mobili: i capannoni in PVC. Si tratta di strutture dalle mille risorse, con molti vantaggi e pochi punti deboli. Offrono gli stessi benefici di un capannone in muratura, ma con una differenza: non sono fatti di cemento e mattoni.

Carpenteria in acciaio: resistenza e modularità

Il cuore del capannone PVC è nella carpenteria metallica. I materiali impiegati per la costruzione dei componenti sono sostanzialmente ferro e acciaio, con quest’ultimo favorito perché più adatto a reggere ruggine, urti e ossidazione.

I maggiori produttori di capannoni metallici utilizzano acciaio alto resistenziale, certificato per grandi strutture, zincato a caldo con tecnica sendzimir. Le migliori coperture in commercio, tuttavia, hanno un metallo anche verniciato con polveri epossidiche, per rendere quasi inattaccabile il materiale.

Con questa tecnica vengono realizzate capriate, travi, traverse e rinforzi, ottenendo un prodotto robusto e solido anche senza opere murarie, più leggero e soprattutto modulare. Cosa significa? I capannoni in acciaio e PVC sono fatti di moduli standard, componenti più o meno uguali tra loro e facili da assemblare senza saldature.

Questo permette di creare la copertura delle dimensioni desiderate semplicemente decidendo il numero di moduli, ma anche allungare la struttura dopo alcuni anni, smontarla o sostituire dei componenti.

Telo PVC: la vera copertura

Tutta la struttura del capannone viene rivestita da un telo particolare: una trama di poliestere spalmata di PVC. Il manto ricopre tetto e pareti della struttura (a seconda della configurazione del tunnel), conferendogli:

  • Caratteristiche ignifughe;
  • Impermeabilità;
  • Isolamento termico (maggiore al crescere dello spessore del telo);
  • Mobilità.

Per sua natura infatti il PVC è un materiale resistente al fuoco, ma i principali costruttori lavorano il telo con trattamenti di classe 2 o classe 1. In più il rivestimento risulta impermeabile alla pioggia, ma anche alla grandine e alla neve, oltre che ai raggi UV.

Più spesso è il PVC del capannone, maggiore sarà la sua funzione isolante, un aspetto importante in molte attività industriali che trattano prodotti freschi o lavorano a temperatura controllata (calda o fredda). Sotto un capannone coibentato gli sprechi di energia (riscaldamento, raffreddamento) si riducono, aumentando il risparmio dell’azienda.

Avere un telo e non migliaia di mattoni offre anche il vantaggio della mobilità. Il PVC viene tensionato sopra la struttura in acciaio (da qui il nome tensostrutture), risultando semplice da rimuovere in caso di ritelonatura, manutenzioni o smontaggio dell’opera.

Infine la personalizzazione: ogni cliente può scegliere il colore, l’eventuale logo e gli accessori da inserire sul telo o al posto del telo (tende laterali, porte, feritoie, oblò e altro ancora), aumentando le possibilità di utilizzo e la funzionalità della struttura.

Le ruote: da immobile a retrattile

Alla base di tutta la copertura in PVC, sotto carpenteria e telo, c’è uno dei vantaggi che più fanno gola agli imprenditori industriali: le ruote. Queste tensostrutture sono dotati di sistema di scorrimento, spesso inserito dentro una coppia di binari, che permettono all’intero tunnel di muoversi.

Le capriate vengono progettate a pantografo, in modo tale che muovendo il capannone in PVC all’indietro il tetto di copertura si chiuda riducendo il proprio volume. Queste soluzioni, chiamate tunnel retrattili, sono la risposta che molte imprese cercano: delle strutture solidissime, veloci da realizzare e a costi contenuti, in grado perfino di muoversi.

Le applicazioni, neanche a dirlo, diventano illimitate. Ogni azienda può posizionare un capannone retraibile nella propria area produttiva, creando un magazzino mobile, un piccolo reparto richiudibile o uno spazio dove scaricare le merci al coperto durante una giornata piovosa.

Come si può aprire, così si può richiudere. Questo sgrava la tensostruttura da molti problemi burocratici, tant’è che molti comuni italiani non richiedono permessi edilizi per questi capannoni mobili.

Risultato: struttura robusta come un’opera in muratura, ma versatile e veloce da realizzare come un gazebo.