Casa

Come e perché isolare il tetto di casa

 

 

 

La coibentazione del tetto è un’operazione molto importante e benefica per l’abitabilità della nostra casa. Tuttavia è un argomento spesso sottovalutato, poiché non c’è una giusta informazione sui benefici che un intervento di così basso impatto economico e ambientale può procurare alla nostra abitazione.

Pensiamo soltanto all’involucro della casa. Quale elemento è più soggetto alle intemperie e all’esposizione dei raggi solari?

E’, senza dubbio, il tetto. Dunque, invece di aspettare di finanziare un intervento al tetto solo nei casi urgenti e visibili ad occhio nudo, come quelli delle infiltrazioni o del danneggiamento del manto sovrastante, è importante accertarsi che sia realizzato a regola d’arte anche in termini di benessere termoigrometrico. La maggior parte degli involucri delle abitazioni italiane, realizzati durante il boom edilizio, è totalmente inadeguata a garantire il comfort abitativo minimo per persona. Avere una copertura non realizzata e isolata a regola d’arte significa avere un ambiente caldissimo d’estate, che necessita di impianti di raffrescamento molto dispendiosi e, in inverno, avere la percezione che gli impianti di riscaldamento non siano adeguati, in quanto il calore si disperde risalendo verso l’alto e fuoriuscendo dall’involucro non isolato.CASETTA2016sito_133_1.jpg

Un isolamento tetto non esistente o mal progettato determina, dunque, due problemi rischiosi per il benessere abitativo:

  1. Sfasamento tra picco di calore esterno e quello interno in estate: la superficie esterna dell’involucro assorbe il calore dai raggi solari, penetrando in tutto lo spessore del solaio di copertura fino a accomodarsi indisturbato nell’ambiente abitato. Il calore viene restituito all’interno della casa anche dopo le ore più calde pomeridiane e determina un surriscaldamento della casa anche nelle ore fresche estive.
  2. Dispersione termica in inverno: con le temperature ridotte all’esterno, il calore interno tende a disperdersi, dirigendosi verso l’esterno e riducendo l’efficacia degli impianti di riscaldamento. Inoltre, in ambienti non isolati bene, possono formarsi fenomeni di condensa e ponti termici, che portano all’affiorarsi di muffe e umidità, soprattutto nelle stanze realizzate nei sottotetti, negli angoli e nelle zone di transizione, che accumulano tutto il calore e l’umidità.

Ora siamo proprio sicuri che questo problema non riguardi anche la nostra casa? E allora analizziamo come risolvere il problema della coibentazione del tetto.

Possiamo intervenire su ogni tipologia di tetto ed essenzialmente in due modi: attraverso la ristrutturazione del tetto oppure attraverso il completo rifacimento, se la situazione è particolarmente problematica. Ma è importante sottolineare che un buon risultato si ottiene attraverso un progetto termico ben integrato e globale, studiato in base alle specifiche condizioni in cui versa l’intera abitazione.

Nel caso in cui la scelta ricada sulla ristrutturazione del tetto, riferendoci ad un tetto tipico dell’era del calcestruzzo con soletta in travetti e laterizi, allora potrebbe bastare la posa dello strato isolante fra la soletta e la copertura in coppi. Si riduce, in questo modo, la dispersione termica invernale e lo sfasamento termico estivo a patto che i materiali utilizzati e lo spessore del manto isolante siano stati determinati in base a un progetto termico che assicura valori di trasmittanza inferiori a quelli limite indicati dalla legge. Se si vuole ottenere anche un isolamento acustico, è bene analizzare anche i materiali più idonei a tale funzionalità e porre particolare attenzione alla posa in opera.

Abbiamo voluto, in tale articolo, porre una riflessione, più che una soluzione tecnica, che invece richiede un’analisi più approfondita della situazione specifica, sul problema della dispersione termica della nostra casa e sui passi da fare per realizzare un’abitazione a basso consumo energetico, partendo dalle tecnologie strutturali più semplici come l’isolamento del nostro tetto.

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