Tecnologia

Censis, il made in Italy torna a casa. Merito di innovazione tecnologica e brand territoriale

Scritto da InternetPrStaff

Le imprese italiane rientrano alla base. O almeno, non scappano più come prima. Lo dice il rapporto “Dallo smontaggio della città-fabbrica alla nuova manifattura urbana” pubblicato dal Centro Studi Investimenti Sociali (Censis): dopo anni di delocalizzazione selvaggia, tante aziende che nel pieno della crisi avevano spostato la produzione all’estero, alla ricerca di mercati del lavoro più convenienti, sono tornate in patria o si apprestano a farlo. Un fenomeno che gli economisti chiamano “back reshoring”.

I motivi? Secondo il Censis sono due: reputazione del brand e innovazioni tecnologiche.

Nonostante la crisi del settore, che ha ridotto lo slancio produttivo manifatturiero, l’Italia resta il secondo paese industriale in Europa, secondo solo alla Germania. E qui entrano in gioco strategie di marketing che devono rispondere a logiche quali reputazione del brand: il made in Italy può restare sinonimo di qualità solo se connotato da un contesto produttivo altrettanto fascinoso e di richiamo. Tradotto: vendere prodotti made in Italy fabbricati e assemblati in Albania o Thailandia (tanto per fare due esempi) sminuisce l’appeal del brand, oltre che del manufatto stesso.

Un altro elemento che entra in gioco nel trattenere – o nel riportare – le aziende italiane in patria è l’innovazione tecnologica degli ultimi anni. Da una parte, i moderni software di gestione commessa – che aiutano a limitare gli sprechi e ottimizzare la produzione -, i macchinari più evoluti e la presenza di figure professionali altamente specializzate; dall’altra, le innovazioni che hanno abbattuto l’impatto ambientale delle attività industriali. Fattore, quest’ultimo, che incide eccome, specialmente in un contesto fortemente antropizzato come quello italiano.

 

Senza dimenticare, conclude il rapporto Censis, quella cultura manifatturiera che il paese aveva in parte dimenticato e che ora ha iniziato a recuperare.

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