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I nuovi imperativi di Google sono geolocalizzazione e AdWords


Le ultime modifiche alla SERP di Google mi paiono tutte abbastanza riconducibili ad un paio di denominatori comuni: ridurre il numero di ricerche da far performare agli utenti e monetizzare di più un volume di ricerche inferiore. In altre parole, si accorcia il funnel di ricerca, mettendo l’utente nelle condizioni di fare meno clicks per raggiungere il proprio scopo finale grazie a risultati sempre più pertitenti, completi e ricchi; e, possibilmente, si cerca di stimolare il click sugli ads.

Dopo l’ossessione per la velocità e l’istantaneità, è la volta della geolocalizzazione. Moltissime ricerche, talvolta anche poco pertinenti, danno luogo alla ormai famosa Place Search, aumentando fino a 40 i risultati che si possono ottenere da una query. Il golden triangle sta cambiando: più geolocalizzazione nelle SERPs significa uno spostamento di clicks dall’organico classico alle attività su Places, ed indirettamente un’attribuzione di  maggior preminenza alle realtà commerciali rispetto ai siti puramente online di contenuti. Facciamo un esempio: cercando lavoro Milano oppure offerte lavoro Milano otterremo una SERP dominata dalle società di lavoro con sede a Milano, e un solo risultato prima della piega della pagina di un sito di raccolta di annunci di lavoro. Ora, io non ho in mano i database con i dati di clicks degli utenti per le miliardi di query che performano ogni giorno (come invece ha Google), ma ipotizzo che la maggior parte degli utenti che performano quella ricerca intendano trovare siti che propongono offerte di lavoro e non già società di lavoro locali. Altrimenti avrebbero fatto altre ricerche più pertinenti.

Offerte Lavoro Milano su Google

Offerte Lavoro Milano su Googl

E mentre i risultati organici classici vengono spinti sempre più in giù, gli ads hanno sempre più visibilità. I marker finiscono anche negli stessi AdWords (con relativo link alle Indicazioni stradali):

Si noti come questa SERP sia dominata da Adwords e Places

Si noti come questa SERP sia dominata da Adwords e Places

Ed i titoli degli AdWords, allungandosi, diventano sempre più simili ai risultati organici:

AdWords Lunghi

InAdWords Lunghi

Inutile dire che si tratta di formati che aumentano il CTR sui link sponsorizzati, sottraendo ulteriormente clicks al SEO. Aggiungo anche che, soprattutto nei confronti degli utenti meno esperti, questa modifica va a rendere meno distinguibili i risultati organici da quelli a pagamento, in questo modo opacizzando ciò che “merita” di essere primo su Google rispetto a ciò che attraverso i soldi si ottiene. Questo anche in funzione del precendete cambiamento relativo all”area colorata degli ads, denominata non più Link sposorizzati ma Annunci. Più corto, più generico e meno distinguibile. Cambiamenti che sono apparentemente superficiali, ma che però secondo me vanno a minare la proverbiale autorevolezza ed indipendenza del motore rispetto ai risultati organici ed agli inserzionisti.

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